
Un passo alla volta e il cane sarà pronto per essere portato ovunque
“Il cucciolo deve socializzare il prima possibile con le persone e con i suoi simili”: quest’affermazione, quando hai un cane, te la senti dire spesso e la leggi pure sui manuali – perchè se non li compri tu, tanto te li regalano – e ti assicuro, ti rendi conto in fretta che è verissima! Un cane equilibrato e abituato a stare con le persone, infatti, non solo non ti darà problemi, ma, fattore non secondario, lo potrai portare ovunque. E quando dico ovunque, intendo proprio dappertutto.
Da subito allora, nelle sue passeggiate quotidiane, abbiamo iniziato a far familiarizzare il nostro Sherlock prima di tutto con i cani della zona, di tutte le taglie, e i loro proprietari, naturalmente. La prima amica (coraggiosa!) è stata una piccola Yorkshire che ha preso l’abitudine di salutarlo con un’annusatina, assolutamente incurante della differenza di ..ehm..mole, anche ora che Sherlock è cresciuto. È davvero dolcissima! Oltre lei, pian piano si sono aggiunti tanti altri amici a 4 zampe: in particolare Thor, un simpatico cucciolo di Australian Shepherd, che subito è diventato l’amico preferito per i giochi e le corse al Parco vicino casa. Amiche speciali sono poi le giovani Rama e Margot, femmine di Rhodesian, con cui giocare “da pari”.
Il centro commerciale, terreno d’addestramento!
Un altro banco di prova, importante per la sua socializzazione, è stato il centro commerciale: qui devo dire che tra negozi e bar, Sherlock si è trovato presto a suo agio, aggirandosi incuriosito da tutti e tutto… anche le ultime tendenze di moda. Tra un complimento e una carezza di adulti e bambini, ha così imparato anche a fidarsi di noi bipedi, in tranquillità. In modo simile, lo abbiamo fatto abituare presto alle uscite al ristorante: arrivati, gli creiamo un posto comodo sotto il nostro tavolo o appena vicino dove potersi accucciare. Consiglio furbo e sperimentato: in questo caso, meglio dargli da mangiare prima!

Quando poi aveva quasi sei mesi abbiamo fatto il grande passo: l’abbiamo portato con noi al Festival dell’Oriente a Novegro. Con tanta gente in spazi ristretti, temevamo che si agitasse o che qualcuno gli pestasse inavvertitamente la coda: con un po’ di attenzione e alcune “uscite tattiche”, tutto è andato per il meglio e al rientro, Sherlock era pronto per un meritatissimo riposo sulla sua cuccia morbida o ancora meglio, sul divano.
Insomma, ora il “nostro zainetto” come lo chiamiamo, oramai salta in macchina quando si parte perché sa che c’è un’altra avventura da vivere, che sia un luogo da esplorare o amici da incontrare.
Chiara Azimonti

