
“Come il cane è arrivato tra noi ed è rimasto”, Silvia Bortoli, Quodlibet storie
“E se prendessimo un cane? ho chiesto al Principe. Non mi ha risposto, ma non mi è sembrato nemmeno contrario”. E anche il neurolo ha detto ok.
E così Jack, un Jack Russell di 4 mesi, è arrivato in casa, ed è rimasto.
Chi scrive è Silvia Bortoli, scrittrice e traduttrice italiana, nota nel mondo dell’editoria per le sue raccolte di poesie e le sue traduzioni che le sono valsi importanti premi letterali.
Il libro è un diario personale scandito a mesi, scritto in prima persona narrando le vicende familiari e i percorsi di crescita di Jack, il cane preso per supportare E., il marito e compagno di vita – il Principe appunto – colpito dall’Alzheimer. Tutto gira intorno al cane che i componenti della casa hanno deciso di accogliere per andare a colmare gli inevitabili momenti di difficoltà nel lento cammino degenerativo di E. e farlo reagire. Il cane, però, non riesce a coinvolgere il marito e diventa invece un’ulteriore responsabilità per Silvia, che deve occuparsi di entrambi, a qualunque ora del giorno e della notte. La pipì serale, la pioggia sul pelo, la cacca schiacciata, la vasca da pulire, il pelo da asciugare, il vaso rotto..gli ambienti e l’intimità di coppia vengono affettuosamente sconvolti dalla presenza di cucciolo e dalla malattia.
Nonostante la situazione dolorosa, Silvia racconta la sua esperienza senza disperazione, usando ironia, sarcasmo e creatività.
Le avventure e i comportamenti buffi del cane diventano un modo per affrontare il dolore e la fatica quotidiana.
Ogni personaggio ha un nomignolo, ogni situazione – anche drammatica – è resa ironica trovando un lato comico anche nei momenti più dolorosi della vita, grazie anche e soprattutto alla presenza di un cane che parla silenziosamente e consola guarendo le malattie dell’anima, facendo sì che Silvia scopra nel rapporto con l’animale un modo inaspettato per affrontare la solitudine e continuare a vivere.
